Daspo di tre anni per due ultras della Curva A, diventuno ormai il settore del tifo azzurro più “scatenato” dello stadio San Paolo, sono stati sottoposti al daspo per la durata di 3 anni.
Gli agenti della Digos sono riusciti ad identificarli subito dopo la contestazione avvenuta ieri durante la partita Napoli-Bologna, i due, rispettivamente di 21 e 31 anni, farebbero parte dei gruppi ‘Mastiffs’ e ‘Gruppo sud’.
I due non potranno assistere non solo alle partite del Napoli ma anche a quella della Nazionale italiana. Durante lo svolgimento delle gare dovranno presentarsi due volte, all’inizio di ogni incontro e durante la partita, in Commissariato.
Le indagini della Digos proseguono per cercare di identificare gli altri tifosi della curva A che hanno partecipato alla contestazione con l’accensione di fumogeni e l’esplosione di decine di bombe carta, ma anche per l’esposizione di due striscioni contrari all’istituzione della ‘tessera del tifoso’.
Ecco il racconto della protesta dei tifosi azzurri contro la tessera del tifoso nell’articolo apparso sul quotidiano La Repubblica:
“Fuochi di Capodanno dalla curva A, ma siamo a metà ottobre, amareggiato il questore Santi Giuffrè – tutte le richieste della questura non sono state soddisfatte. Tamponiamo con gli uomini le carenze tecnologiche e di sicurezza della struttura. Non c´è stato alcuno sforzo per migliorarla». Già, perchè sono state vecchie telecamere scadenti, ieri, a filmare il lancio dei petardi dalla curva A.
Sarà difficile riconoscere dalle immagini gli autori del lancio.
Comunque si indaga, mentre non sono stati sequestrati gli striscioni comparsi sugli spalti: “Maroni, il tuo obiettivo è tenerci seduti a mangiare il panino”; “Maroni, questa è la nostra mentalità , la nostra indole non conosce frontiere, ma di questo mondo siamo le bandiere”. E infine: “Ascoltate in silenzio l´inno della curva A”. Fumo e petardi, ma solo al primo tempo. Perchè il resto della tifoseria si è dissociata, poco dopo, dall´iniziativa”.




















