Ottima analisi di fine calciomercato del Napoli, pubblicata oggi da Il Mattino.
Un taglio netto. Tra effettivi e rientri da altri club, a luglio, in avvio di mercato, Marino contava e ricontava ben quaranta tesserati, ed a fine mercato il bilancio è invece questo: quattordici addii – venti se s’aggiungono sei baby – tra prestiti, comproprietà e cambi di maglia definitivi e sei nuovi arrivi.
Sono 26, dunque, gli azzurri a disposizione di Roberto Donadoni. Una rosa forse con un paio di giocatori in più rispetto a quella che l’allenatore avrebbe gradito, ma comunque perfettamente uguale a quella che trovò quando De Laurentiis lo chiamò alla guida della squadra
Ventisei allora, ventisei adesso, anche se in realtà saranno 25 visto che De Zerbi, operato ad un ginocchio, alle prese con la riabilitazione e sin d’ora nella lista dei probabili trasferimenti di gennaio, difficilmente si vedrà a Castelvolturno. Come dire che, avendo tutti in buona salute e nessuno squalificato, Donadoni alla vigilia d’ogni gara dovrà lasciare fuori dalle convocazioni un portiere e altri sei giocatori.
Insomma, una rosa numericamente congrua ma non esagerata.
Otto i trasferimenti definitivi: Russotto al Bellinzona per fine prestito, Domizzi all’Udinese, Garics all’Atalanta, Bucci per fine contratto, Romito al Pescara e Montervino alla Salernitana più due giovani: Del Giudice, il portierino andato al’Aversa Normanna e Bruno tornato al Fano per fine prestito.
Due, invece, le comproprietà: il rinnovo con il Siena per Calaiò e quella di Mannini con la Samp.
Dieci, infine, i prestiti: Bucchi (Cesena), Dalla Bona (Iraklis Salonicco), Navarro (River Plate), Zalayeta (al Bologna d’accordo con la Juve), Vitale (Livorno) e Blasi al Palermo (prestito oneroso, 500mila euro al Napoli e diritto di riscatto al Palermo per 3 milioni). Poi il «blocco Lecco». Ovvero quattro baby (Ciano, D’Urso, Palumbo e Giannone) mandati a fare esperienza in seconda divisione nella squadra allenata da Oscar Magoni.

Un discreto sfoltimento, insomma, confortato dagli arrivi di Quagliarella, Campagnaro, Cigarini, De Sanctis, Zuniga e Hoffer, mentre mancano all’appello i due giocatori che Donadoni aveva chiesto a più riprese: l’esterno di sinistra ed un mediano «fisico» per dare muscoli e centimetri ad un centrocampo leggerino.
Nomi molti, trattative anche, ma alla fine De Ceglie è rimasto bianconero nonostante l’arrivo di Grosso dal Lione (Donadoni dovrà rimediare con Datolo o Zuniga) e Dzemaili è andato al Parma perché il Parma al Torino ha mollato Vantaggiato più quattrini. Cosicché il giorno dopo, accoppiato alla delusione per nuovi mancati arrivi, inevitabile tra la gente azzurra anche un interrogativo: cedendo Blasi e non sostituendolo con un altro incontrista il Napoli ha tolto ulteriore forza a quel centrocampo? Probabilmente sì. Ma questo sarà il campo a dirlo.




















