Non è stato il solito Edinson Cavani, quello visto all’opera in Uruguay-Perù. Spento, impreciso, fuori dal gioco, come raramente era accaduto di vederlo in un anno di Napoli.
Già, il Napoli. L’azzurro domina i pensieri de ‘El Matador’ anche dall’altra parte dell’oceano. Nonostante le sirene del mercato continuino ad assordarlo.
Così durante la Copa America, il centravanti uruguagio ha rilasciato diverse dichiarazioni pubblicate dalla Gazzetta dello Sport:
“Le offerte di Real Madrid e Manchester City non mi interessano. Io non mi muovo e spero di segnare tante reti in campionato e in Champions nel mio San Paolo.
Appena sono sbarcato in Argentina sono stato avvicinato da un tifoso che aveva in mano una sciarpa partenopea. Mi ha abbracciato e mi ha detto: “Matador, aiutaci a vincere”.
É sempre così. Con la Nazionale uruguaiana giro il mondo e ogni volta trovo sostenitori del Napoli. É successo in Estonia, a Dublino e ora in Argentina. Ho capito che questa è una squadra speciale con dei tifosi speciali. Capite perché non ho nessuna intenzione di andare a cercare avventure diverse?”.
Altre dichiarazioni dell’attaccante azzurro sono state riportate del sito Goal.com: “Non penso si possa parlare di due punti persi, contro il Perù. Avevamo di fronte un avversario forte, che aveva preparato la partita come noi e come noi si aspettava di fare bottino pieno. E’ arrivato un pareggio, ma dobbiamo pensare che questo è soltanto l’inizio“.
Sguardo rivolto al prossimo impegno, contro il Cile. Sempre con fiducia, nonostante una classifica che cela già qualche insidia: “Contro il Cile sarà una partita diversa. Ogni incontro è differente dal precedente, ha un’altra dinamica. Ora dobbiamo solo pensare a cosa fare contro di loro per fargli del ‘male’“.
In chiusura non poteva mancare il capitolo mercato. Dei tre tenori azzurri, Cavani è sempre apparso il più blindato in queste settimane. E il diretto interessato conferma senza mezzi termini: “E’ stato fatto tutto affinchè possa restare a Napoli, l’avventura in azzurro continuerà“.
E anche di fronte ad una suggestione le sue certezze non cambiano: “Se chiamasse il Real Madrid? Credo siano cose che vanno discusse tra i club. Io sono disposto ad ascoltare, ma ancor prima sono pronto ad ubbidire a quello che deciderà il mio presidente, Aurelio De Laurentiis“.



















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