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De Laurentiis: Mazzarri mi dirà chi parte e chi resta

Pubblicato da Redazione il 16 dicembre 2009 in CALCIO NAPOLI, INTERVISTE

De Laurentiis comincia la conferenza stampa di presentazione del film ‘Natale a Beverly Hills’ con un pronostico: «Napoli-Chievo finisce 3-1».

Il presidente del Napoli è un fiume in piena e parla con piacere del buon momento che sta attraversando la squadra di Mazzarri:
Sto portando avanti un progetto di comune accordo con il nostro allenatore. Contiamo di toglierci delle soddisfazioni insieme“.

Il presidente vedrebbe bene Lavezzi al cinema: “magari nel ruolo di uno scugnizzo. Hamsik? Un killer spietato mentre Quagliarella interpreterebbe bene il ruolo dell’eterno innamorato“.

De Laurentiis torna serio quando parla della squalifica di un turno inflitta a Lavezzi, a far arrabbiare il presidente non è tanto la pallonata su Allegri, quando la maglia tolta dopo il gol, gesto che è costato al Pocho un giallo evitabile: “Non essendo presente all’evento e’ difficile esprimere un giudizio. Ai miei ragazzi ho sempre detto che sono dei professionisti del calcio. Mazzarri dovrebbe spiegare ai calciatori che qualunque forma di esultanza è auspicabile nei limiti della norma. Quando invece l’esultanza diventa penalizzante per il club va eliminata. Se pensiamo di andare in Europa, dobbiamo essere dei professionisti. Per questo dico che non voglio vedere un giocatore che si toglie la maglietta quando segna. Non voglio stare come a scuola e mettere un multone di 100mila euro per il prossimo che si toglie la maglia“.

Sul mercato la strategia è chiara prima si sfoltisce la rosa, poi si acquista qualcuno:
“E’ cominciata l’era della messa a punto. I giocatori in esubero devono avere la possibilità di trovare spazio altrove. E’ un lavoro che avverra’ nell’arco di un biennio. Potrebbero esserci degli innesti, degli aggiustamenti o delle scoperte in casa.
Dopo i primi 4 mesi, a giugno, Mazzarri dira’ cosa manca. Acquistare tanto per farlo è facile, ma occorrono innesti utili.
Dobbiamo lavorare con onestà intellettuali. Errori non se ne possono più fare. Dobbiamo massimizzare i nostri investimenti, badando alle entrate e alle uscite. Ho investito 120 milioni in 26-28 mesi.
Io non sto competendo in questo campionato, ma sto alla finestra pensando al mio calcio
“.

Sull’esterno sinistro De Laurentiis chiarisce:
Vi state concentrando tanto su Dossena, in sostituzione di Datolo o Aronica. Io avrei voluto Balzaretti, che sa usare tutti e due i piedi: non e’ voluto venire, ci abbiamo provato in passato. Mi sono stancato di parlare di Dossena: se me lo vogliono dare me lo danno, altrimenti no.
Se un giocatore deve rilanciarsi in chiave Nazionale non deve pensare ai soldi o a quanto guadagnava tre anni fa. A me piace Hamsik, che non pensa solo ai soldi. Con Bigon stiamo valutando dei nomi. Quagliarella, Hamsik, Lavezzi, Maggio e gli altri sono tesori del Napoli.
Le squadre interessate sappiano che Napoli e’ una piazza carissima. Con 1-2 colpi il Napoli può essere perfezionato. Mazzarri mi ha detto che devo dedicarmi con Bigon soprattutto al mercato in uscita. Entro il 10 gennaio mi dirà chi deve partire e chi deve restare
“.

Da Mazzarri non voglio risultati immediati altrimenti non c’e’ trippa per gatti“, continua il presidente.
L’ho messo nella condizione di lavorare. Mazzarri e’ un uomo corretto che ha dato fiducia a tutti. E’ riuscito ad elettrizzare la squadra. Non fa prove. Nessuno si sente escluso“.

Sul pari di Cagliari De Laurentiis è felice: «Avevamo tanti assenti come Santacroce, Rinaudo e Campagnaro. Prima o poi un gol puoi prenderlo. E’ stato bravo Mazzarri ad inserire Bogliacino e ci e’ andata bene. Non sono livoroso, fortunatamente mi dimentico. Non dimentico invece il gol scippato nel primo tempo a Parma».

Bocche cucite sul possibile ritorno a Napoli di Blasi: «Non ne abbiamo parlato molto», ha detto De Laurentiis. «Per il centrocampo abbiamo in mente un discorso piu’ ampio. Gli acquisti fatti? Ho sbagliato io. Quando Pierpaolo Marino mi chiamo’ a Los Angeles gli dissi di andare ad alzare la voce nello spogliatoio, mentre invece mi fece capire che bisognava licenziare Reja perche’ era l’unica soluzione. Dissi a Marino anche che non volevo un allenatore tampone. A seguire ci sono stati degli innesti in un clima di confidenza-diffidenza».

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