Nonostante la vittoria oggi al San Paolo contro il Siena arrivano le clamorose parole del Presidente De Laurentiis: “Marino? Se non si vuole dividere direzione generale e direzione sportiva poi se c’è un fallimento lui è l’unico responsabile. Lo ringrazio per questi 5 anni”
Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel post-partita. “La gente non è stupida. Io mi sono limitato a fare la parafrasi dicendo quello che pensano tutti. Ad un certo punto bisogna dire basta.
Dimissioni Marino? Marino è andato via?
Chiedetelo a lui. Io non sapevo neanche se fosse allo stadio. Sono arrivato dieci minuti prima che arrivasse la partita per cercare di non condizionare la squadra. I ragazzi credono che io sia incazzato ed allora per dargli serenità non mi faccio neanche vedere. Ho fatto una parafrasi per fare intendere quale fossero le mie riflessioni. Sono delle parole obiettive, quando uno raggiunge uno status di professionalità ha la coscienza professionale e di cultura per dire dove sbaglia e dove ha ragione. Da Marino in questi anni avrei gradito un mea culpa dei suoi errori perchè tutti siamo umani e tutti possiamo sbagliare. Sono abituato a fare un film sapendo tutte le variabili, non sono un genio se ho sbagliato solo il 3-4% dei film che ho prodotto ma studio bene le variabili che possono influenzare la buona riuscita del film. Negli Stati Uniti ho un’attiva molto pesante, se ho preso l’aereo e sono venuto qui è per stare vicino ai miei giocatori. Se li ho comprati è perché credo nelle loro qualità e non solo perché li acquista Marino.
Lavorerò per questo, poi al termine della mia permanenza di questi giorni prenderò le decisioni che riterrò opportune per il bene del Napoli e non per vendetta nei confronti di nessuno. Non vado a dormire la sera con l’intenzione di farla pagare a nessuno. Se io prendo un direttore generale questo ha dei compiti di organizzazione della struttura, se poi vuole avocare a se tutti i ruoli dalla direzione generale alla direzione sportiva o lo fa prendendosi le proprie responsabilità, oppure, se non lo fa bene è un suo fallimento personale. Non faccio processi pubblici a nessuno siete voi che mi state chiedendo quello che io sto razionalmente spiegando. Marino rappresenta cinque anni della mia vita, lo ringrazio per quello che ha fatto e la sua vita professionale andrà sicuramente avanti. Lasciate in pace Donadoni e lasciatemi lavorare, lasciatemi pensare e lasciatemi resettare
Io negli Stati Uniti ho impegni importanti, sono qui per stare vicino ai miei giocatori. Se Marino mi consiglia non è che li prendo senza aver fatto le mie valutazioni e io ci credo in questi giocatori.
Organizzazione? Il dg ha compiti di organizzare la società, se lui non vuole dividere come altri club la società in direzione generale e direzione sportiva allora se si sbaglia diventa lui l’unico responsabile di un fallimento. Con grande tranquillità ringrazio Pierpaolo Marino con cui ho condiviso 5 anni della mia vita che non dimentico, sicuramente la sua vita professionale proseguirà. Ha lavorato con grande dedizione per il Napoli. Donadoni? Lasciatelo lavorare”.
Continua il presidente: “Il Napoli era diventato un club monocratico. Una società di Serie A gestita in modo provinciale, non posso tollerarlo ancora, entro il 6 ottobre, data in cui ripartirò per gli Stati Uniti, il Napoli sarà ripartito. Con Donadoni o un altro tecnico”
Un fiume in piena, fermo e deciso, come poche volte, anche se non arrabbiato. “Sin dal momento in cui presi il Napoli era mia intenzione integrare la società con un direttore sportivo. La risposta di Marino fu: “Allora me ne vado io”. Il Napoli è cresciuto tanto in questi anni, è diventato un club importante in Serie A, ma gestito come fosse una provinciale. Questo non posso più permetterlo. Dissi a Marino che volevo sfondare anche nel calcio scozzese e americano, non è stato fatto. Lui lavorava a metà: o faceva il Dg, o faceva il Ds. Le due cose insieme non poteva farle: se il Dg ha un impegno in Lega, io a Castel Volturno devo avere la sicurezza che accanto alla squadra ci sia un direttore sportivo che si occupi dei fatti di campo. In sede erano stati fatti mettere dei pavimenti color vomito, li ho fatti immediatamente cambiare.
E’ dovuto arrivare Donadoni per dirmi che c’era bisogno di una palestra più grande; ho speso 110 mila euro e l’ho fatta fare. Ma avrebbe dovuto essere compito di Marino farmi notare che la palestra andava migliorata. Addirittura ho dovuto fare degli interventi perchè mancavano le bocchette delle docce. Per non parlare del fatto che alcuni miei dipendenti dalle 13 alle 16 rimanevano chiusi fuori dal centro tecnico perchè lui voleva risparmiare sui consumi. Il concetto è che in una società deve esserci un lavoro di squadra in cui ognuno abbia un ruolo ben preciso. Con Formisano, responsabile del marketing, abbiamo fatto un ottimo lavoro creando tutta una serie di prodotti per il Napoli. In una squadra si fa così, ci si confronta, si discute, si decide. Questo con Marino non è accaduto, e abbiamo perso del tempo, in cui ha dato quest’impostazione monocratica alla società. I due anni di Serie C potevano essere uno, negli ultimi due campionati di Serie A potevamo ottenere risultati maggiori. Io quest’anno ho fatto sette giorni di vacanze. Non me ne vado 15 giorni in vacanza sol perchè il mercato ha chiuso i battenti, altrimenti non posso dire d’essere un uomo società. Da anni poi ho chiesto che si giocasse con il 4-4-2, invece si avanti con un modulo del tutto diverso. E anche per i calciatori…abbiamo aspettato un mese Obinna, per capire che non avrebbe ceduto i diritti d’immagine.
De Ceglie e altri terzini sinistri non sono arrivati, allora puntiamo su Datolo. Mannini sta dimostrando di andare molto bene in un 4-4-2. Invece noi paghiamo tanto alcuni giocatori, e poi non riusciamo a venderli.
La posizione di Donadoni? Voglio parlare anche con lui per capire certe cose. Ad esempio, perchè ha mandato Datolo in tribuna perchè gli ha risposto male? Non sarebbe stato più conveniente risolvere tutto con uno schiaffetto e appianare la situazione? Entro il 6 ottobre, data in cui ripartirò per gli Stati Uniti, il Napoli sarà ripartito. Con Donadoni o un altro tecnico”
Anche su sito ufficiale del Calcio Napoli si leggono le parole di De Laurentiis: “Ringrazio Marino, le nostre strade si dividono, come capita nella vita e nel cinema i matrimoni ad un certo punto finiscono, con lui ho condiviso 5 anni della mia vita“.
Sono parole di gratitudine e di congedo. Il Presidente De Laurentiis saluta il Direttore Generale e annuncia il cambiamento ai vertici societari, comunque domani intorno alle 14 dovrebbe esserci l’incontro decisivo tra il presidente del Calcio Napoli De Laurentiis ed il Dg Pierpaolo Marino, tutto ancora può succedere e non si ecludono grandi sorprese, sarà valutata anche la posizione di Mister Donadoni.




















