3
settembre
2010

Intervista all’ultimo acquisto del club partenopeo Andrea Dossena, l’esterno sinistro azzurro arrivato nel mercato invernale dal Liverpool ha rilasciato l’intervista ai microfoni della trasmissione radio Marte Sport Live sulle frequentze della radio partner ufficiale del club partenopeo Radio Marte. Ecco le sue parole:

Mi piace Mazzarri, oltre che per il modulo, soprattutto per come lo fa interpretare a noi giocatori, con ruoli specifici e ben definiti.

Napoli?
I primi giorni mi sono accorto soprattutto del gran calore, della passionalità, dopo ho apprezzato anche il metodo di lavoro e la voglia di ciascun giocatore di far qualcosa per questa squadra, cosa non facile da trovar perche spesso, su 20-25 giocatori, c’è sempre qualcuno che guarda in altre direzioni.

Gli obiettivi?
Io punto al massimo ma nessuno di noi è in grado di dire in questo momento cosa sia il massimo, sabato sera bruciava non aver preso i tre punti ma l’essere stati superiori per gran parte della partita ci ha reso contenti anche perché abbiamo soddisfatto i nostri tifosi dal punto di vista della prestazione.
A Udine ho vissuto solo due anni ma molto intensi, nei quali la società ha apprezzato la mia voglia di dare il massimo anche in alcune situazioni in cui avrei potuto risparmiarmi, ma io sono fatto così, sono uno generoso, che non si tira mai indietro. Ora gioco per il Napoli e spero di essere apprezzato anche qui per questo.

L’Udinese?
Udine è una trasferta insidiosa, è una squadra che sta rendendo sotto il proprio livello e comunque ogni trasferta nel calcio italiano è difficile ma noi siamo guidati da un grande mister che non lascia niente al caso.

Differenze tra Liverpool e Napoli?
Due grandi tifoserie, anche se a Napoli la passione è maggiore, forse allo stadio di Liverpool le persone sono più vicine al campo e si sente più la pressione. La squadra era già forte senza me, io sono venuto per dare una mano, non per rinforzarla.

Primo approccio con Napoli?
I primi giorni ho mangiato benissimo anche se io, essendo un professionista, ogni giorno devo alzarmi da tavola lasciando qualcosa e, dopo un anno e mezzo di Liverpool, è dura.

La nazionale?
È da luglio che non gioco con continuità ed è anche giusto che gli addetti ai lavori non mi tengano ora molto in considerazione. Conosco Lippi e come la pensa, devo giocare prima con regolarità e soprattutto ad alto livello, per adesso non è uno dei miei primi pensieri, spero di fare bene col Napoli, comunque secondo me non saranno solo Quagliarella e De Sanctis ad andare ai mondiali in Africa
”.

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