Il presidente del Club Azzurro, Aurelio De Laurentiis, non è riuscito a trattenrela sua delusione e l’indignazione per le prestazioni della squadra ed ha dato sfogo a tutta la sua rabbia.
Il presidente durante il match di mercoledì con l’Inter, era presente in tribuna , insieme con i non convocati Rullo e Datolo ed aveva assistito in silenzio alla mortificante debacle azzurra, ma nell’intervallo non voleva e soprattutto non poteva far finta di nulla, è piombato nello spogliatoio e già la sua presenza aveva zittito tutti: squadra e tecnico intenti fino a un istante prima a trovare spiegazioni, a cercare rimedi per raddrizzare per quanto possibile le sorti di una partita ormai già ampiamente compromessa.
Scurissimo in volto, il tono della voce alto e deciso: “Ma chi mi avete comprato?“, rivolto a Donadoni e al dg Marino. “Questi sono i calciatori per i quali ho speso cinquantadue milioni di euro?“. Il gelo… il silenzio tombale.
Fin quando, la rabbia lo ha spinto oltre, fino ad indicare i singoli calciatori responsabili dei tre gol subiti. Morgan De Sanctis, chiamato in causa, sceglie di non replicare, intuisce che il patron è arrabbiato e quelli sono momenti in cui si dicono e si fanno tante cose, in preda ad un istinto che va oltre la ragione, ci pensa Donadoni a calmare, per quanto possibile, il patron.
I minuti scorrono e il secondo tempo sta per cominciare. Un secondo tempo che non dirà null’altro se non, a un certo punto, una resa incondizionata del Napoli di fronte alla strapotenza di un Inter che gestisce e sceglie di non infierire ulteriormente. De Laurentiis lascia lo stadio, subito, a Donadoni, purtroppo, non è consentito.
Amarezza, dispiacere e tutto quanto ci possa stare dopo un 3-1. Poi, null’altro, la panchina, il rischio forte dell’esonero, gli allenatori che eventualmente potrebbero sostituirlo, sono domande prevedibili. E lui, sereno: “Lavoro dieci ore al giorno, di più non è umanamente possibile fare. Sono a posto con la mia coscienza, eventuali decisioni spettano a qualcun altro“. Raggiunge la squadra in albergo, cena e pochissime parole. Dall’altra parte di Milano, Aurelio De Laurentiis, cena con i suoi collaboratori Formisano e Chiavelli nella trattoria «Giannino».
Dopo il match con l’Inter è ritornato oggi a parlare il presidente del Napoli, ecco le sue dichiarazioni sul Corriere dello sport:
“Devo confrontarmi con Donadoni, per capire cosa non va, con i ragazzi per capire quali sono i loro problemi, e con Marino che ha condotto la campagna acquisti. Per questo nei prossimi giorni vorrei vivere da vicino il lavoro della squadra. Non dobbiamo farci prendere dal panico, dobbiamo venire fuori da questo momento difficile. Speriamo di riprenderci già nelle prossime gare contro il Siena e la Roma“.
Oggi vertice De Laurentiis-Marino, aria tesa in casa azzurra, oggi il presidente De Laurentiis incontrerà Pierpaolo Marino per avere dei chiarimenti sull’attuale situazione del Napoli, il patron azzurro è giustamente infuriato per colpa del disastroso avvio di campionato della sua squadra e nel vertice di oggi si valuterà anche la posizione di Donadoni, in corsa per la sua successione Delio Rossi, Mazzarri e Mancini.
“Io voglio costruire e non distuggere. San Paolo? Totale collaborazioni con il Comune…
è presto per fare valutazioni, mi sembra improprio già determinare il successo o l’insuccesso di una operazione. Finchè non passa un certo numero di giornate, non si può capire la forza di un campionato, delle varie squadre, e se la forza del Napoli è ancora latente o destinata ad esplodere prepotentemente.
Non è che non sono soddisfatto ma non ho trovato chiarezza in un organico che non è stato in grado di esprimere ciò che mi aspettavo dal punto di vista della qualità e della prospettiva. Non accuso nessuno e qualsiasi decisione prenderò è per costruire e non per distruggere. Io sono responsabile e sto sempre sul pezzo, anche se sto a Los Angeles. Sto col fiato sul collo, guardo le persone negli occhi, cerco di capire i loro pensieri, di anticiparle e le metto pressione anche quando dormono. Io non accuso nessuno, sono qui per costruire e non distruggere. Si va avanti con il Napoli ed il Napoli è De Laurentiis”
De Laurentiis sottolinea: “Non faccio sconti a nessuno. Nel calcio se uno sbaglia deve ammetterlo. Ma io non ammetto di aver fatto errori. Il mio, in cinque anni, è stato un percorso eccezionale”
Riguardo alla questione Stadio in prospettiva di una eventuale assegnazione all’Italia dell’Europeo 2016, il Presidente ha aggiunto: “Napoli ci dovrà stare e ci starà, con tutto quello che le compete. Da parte del Calcio Napoli c’è la totale disponibilità a collaborare con l’Amministrazione Comunale. Si lavorerà in sinergia affinchè la nostra città sia pronta per ospitare la manifestazione nell’eventuale assegnazione all’Italia degli Europei”
Dopo queste parole, la sensazione è quella di una rivoluzione pressocchè totale: altri due risultati negativi presupporrebbero la caduta di più teste., l’allenatore paga perchè nel calcio vale questo principio, ma potrebbe non essere l’unico.
De Laurentiis ripartirà per Los Angeles il 6 di ottobre, sarà stata giocata anche la gara all’Olimpico contro la Roma, i punti in classifica dovranno essere di più. Nessuna spiegazione, poi, sarà più accettata.




















