Il Napoli comincia la sua avventura europea con un successo. Al San Paolo, riempito da oltre 40mila persone, gli azzurri battono 1-0 gli svedesi dell’Elfsborg nell’andata dei playoff che valgono la qualificazione ai gironi di Europa League. Il gol decisivo è stato realizzato nel recupero del primo tempo da Lavezzi. Nella ripresa è entrato Cavani, che ha sfiorato il 2-0. Ma anche l’Elfsborg, in due occasioni, è andato vicinissimo al gol.
LA PARTITA
Sperando che vengano evitati clamorosi harakiri tra sette giorni in Svezia, l’impressione che lascia l’EuroNapoli in vista del campionato è quella che aleggia fin dai primi calci stagionali: quella di una squadra dinamica, non priva di qualità, che però fatica enormemente a tradurre in gol e, in certe fasi, persino in conclusioni le sue manovre. Una lacuna che molti insistono a ricercare nell’assenza di una prima punta da area, di “peso“: e che invece andrebbe spiegata anche con l’eccesso di qualche personalismo di troppo. Lavezzi, in questo senso, è l’imputato principale. Manca ancora, al “Pocho“, quel briciolo di altruismo e di ragionamento in più per fare la scelta giusta nel momento topico. Lo si è visto anche in questa gara, contro gli svedesi, che l’argentino è destinato a essere ancora croce e delizia del Napoli. Il gol, l’assist per il possibile 2-0 di Cavani, 90 minuti di scatti brucianti; ma anche conclusioni mancate, insistenza nel portare palla alternata a colpi di tacco velleitari che hanno vanificato buone manovre facendo infuriare Mazzarri.
Certo, gli uomini alle sue spalle non lo aiutano. Anche il centrocampo deve fare riflettere Mazzarri. Gargano e Pazienza sono gregari che portano palla, che non sanno cos’è l’inserimento e che non hanno il lancio in direzione dei velocisti nel loro repertorio. E c’è voluto Paolo Cannavaro, dalla retrovia, per indirizzare da oltre 30 metri il pallone giusto sui piedi di Lavezzi, che nel provvidenziale recupero del primo tempo, ha finalmente concretizzato il lavoro della squadra. Mazzarri, nella ripresa, ha provato a ovviare alla mancanza di incisività e di qualità inserendo Cavani per Pazienza e provando anche in gara ufficiale il tridente dei sogni con Hamsik alle spalle. Il risultato pratico è stato quello – complici le gambe stanche dello slovacco e degli esterni Maggio e Dossena, autori di una buona prova - di un Elfsborg padrone, per la prima e unica volta nel match, della zona nevralgica del campo. Per due volte, sullo 0-0 e sullo 0-1, gli svedesi hanno avuto l’occasione di fare male al Ciuccio (clamoroso il primo errore, compiuto da Avdic), ma si è trattato di ripartenze sporadiche, aiutate da qualche problema di posizionamento della difesa azzurra. Non sono fenomeni, questi dell’Elfsborg: ed è questo che aumenta i rimpianti di un Napoli ancora in cantiere. Saranno giorni importanti, i prossimi: a Castelvolturno, per mettere benzina e correggere meccanismi. E sui binari del mercato perché, per continuare a sognare, almeno un play-maker serve, eccome.
IL TABELLINO NAPOLI-ELFSBORG 1-0
Napoli (3-4-2-1) : De Sanctis; Grava, Cannavaro, Aronica; Maggio, Pazienza (17′ st Cavani), Gargano, Dossena (38′ st Zuniga); Lavezzi, Hamsik (32′ st Blasi sv); Quagliarella. A disposizione: Iezzo, Campagnaro, Santacroce, Maiello. All. Mazzarri
Elfsborg (4-2-3-1) : Christiansen; Klarstrom, Lucic, Jonsson, Floren; Mobaeck, Svensson; Larsson (25′ st Jawo), Avdic, Ishizaki (44′ pt Ericsson); Keene (42′ st Karlsson sv). A disposizione: Covic, Wikstroem, Kurbegovic, Nordmark. All. Haglund
Marcatori: 46′ pt Lavezzi (N)
Arbitro: Kakos (Grecia)
Ammoniti: Lucic (E), Jonsson (E), Floren (E), Pazienza (N). Aronica (N)




















