E’ trascorsa più di una settimana dai fattacci di Brescia-Roma, partita di campionato diretta malamente dal signor Carmine Russo di Nola. Giallorossi puniti e penalizzati oltremodo dal fischietto campano, e ciò è stato riconosciuto unanimemente da mass media e non solo. Persino i presidenti di Lega (Beretta) ed AIA (Nicchi) si sono schierati al fianco della società capitolina, i cui dirigenti a fine partita si esibirono in amari sfoghi nei confronti dell’imbarazzante arbitraggio.
Il Brescia, ovviamente non colpevole di tutto ciò, ha agguantato tre punti preziosi. Ma il presidente Gino Corioni non ha voluto prendere in considerazione l’idea di riconoscere i clamorosi errori di Russo. Anzi, a ormai nove giorni di distanza, egli coglie l’occasione per attaccare la Roma ai microfoni di un’emittente radiofonica ‘laziale’, Radiosei, ecco le sue parole: “Il can can fatto dalla Roma e’ vergognoso. Maltrattare una piccola e’ normale, con una grande crolla il mondo. Fosse successa a noi una cosa simile nessuno avrebbe aperto bocca e l’arbitro avrebbe preso 6,5 o 7 in pagella”.
Affermazione facilmente smentibile dai fatti. Roma-Bologna, disputata tre giorni prima all’Olimpico, vide un’infelice direzione di gara da parte dell’arbitro Peruzzo di Schio (reo di non aver concesso due rigori ai felsinei), sottolineata dalle insufficienze affibiategli da quasi tutti i quotidiani nazionali e non. A volte, anziché arrampicarsi sugli specchi, basterebbe riconoscere di aver avuto dei vantaggi e far più bella figura. Ma d’altronde la fazione e fazione, e difendere il proprio orticello è l’obiettivo primario, anche a discapito della realtà dei fatti.
Alessio Nardo




















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