Prime gocce d’entusiasmo e d’ottimismo, nell’immenso oceano 2010-2011. Rigorosamente juventine, autografate Amauri Carvalho de Oliveira. Il centravanti italobrasiliano è stato l’autentico mattatore del match contro lo Shamrock Rovers, scoglio europeo a dir la verità abbastanza agevole. Due gol, il primo dopo nemmeno tre minuti di gioco, un palo, altre occasioni e tanta ma tanta voglia di far bene. Negli occhi dell’ex Palermo la grinta e la rabbia per una stagione, la precedente, ricca d’insoddisfazioni e malinconia. E’ ora di ripartire. E la Juve, forse, non dovrà esplorare lontani e misteriosi lidi per trovare un valido uomo gol.
Amauri c’è, e ha voglia di dimostrarlo. Una stagione storta può capitare a chiunque, anche ai numeri uno al mondo. Ma due volte di fila raramente si sbaglia, e l’ariete bianconero è pronto a farsi strada tra le maglie offensive juventine. La garanzia in tal senso? Senza dubbio Gigi Delneri, l’uomo che lanciò Amauri a grandi livelli ai tempi del Chievo. Il tecnico di Aquileia è un tipo senza troppi fronzoli. Quel che c’è deve bastare per creare buon gioco e far risultati. Ed un attacco composto da gente del calibro di Del Piero, Iaquinta, Amauri e Trezeguet non ha certo bisogno di nuovi inserimenti quali Pazzini, Forlan o Dzeko. Il materiale a disposizione è di primo livello, ‘basterà’ restituire fiducia ed entusiasmo a giocatori reduci da un campionato al di sotto delle aspettative. Ed il 30enne di Carapicuiba, bocciato persino da Marcello Lippi in sede di convocazioni mondiali, è già il più scatenato. Su di lui la Juve investì tantissimo (più di venti milioni di euro consegnati nelle casse rosanero), senza raccogliere molto in due stagioni. Amauri fu preso in qualità di ’stella’, campione, uomo in grado di fare la differenza in Italia ed in Europa. Troppa pressione, forse. E le difficoltà hanno inevitabilmente sovrastato voglia ed entusiasmo. Pochi gol, solo 17 tra il 2008 ed il 2010, qualche infortunio ed una graduale perdita di autostima. Ora, si riparte da zero. Da Delneri, l’uomo giusto, da un gruppo coeso e compatto e soprattutto dalla gran voglia di dimostrare all’Italia intera che il vero Amauri è tutt’altro che un deludente brocco.
Alessio Nardo





















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