Dopo ben 43 anni Sergio Campana termina il mandato a capo dell’Associazione Italiana Calciatori.
Il presidente del sindacato calciatori ha dichiarato ufficialmente che in occasione della prossima assemblea (lunedì 9 maggio), abbandonderà definitivamente la guida dell’associazione da lui stesso fondata il 3 luglio del 1968.
Campana lascia portando con sé tutti i buoni rapporti instaurati negli anni con i vertici del calcio italiano. Alla prossima assemblea verrà nominato il successore di Campana: uno dei favoriti sembra essere Damiano Tommasi, 43 anni, ex calciatore della AS Roma e della Nazionale Italiana.
Riportiamo qui di seguito integralmente la lettera aperta di Campana alla fine del suo mandato:
“Al momento della mia ultima elezione avevo dichiarato di accettare l’incarico a condizione che mi fosse riconosciuta la funzione di “traghettatore”.
Ho quindi operato in questi due anni rispettando tale impegno ed ora ritengo che sia maturata democraticamente la soluzione, e quindi concluso il mio mandato. Dunque alla prossima Assemblea il Consiglio Direttivo, prendendone atto, provvederà a nominare il mio successore.
È naturale che in questa occasione io guardi indietro, al lungo percorso fatto all’A.I.C., sotto la mia guida e con la collaborazione di tutti i calciatori, che con tenace unità di intenti hanno potuto arrivare a conquiste storiche, all’affermazione di diritti mai prima riconosciuti: lo status giuridico di lavoratore, l’Accordo Collettivo, la previdenza, le assicurazioni sociali, l’indennità di fine carriera, l’abolizione del vincolo e la libertà a fine contratto.
In questo momento non posso non ricordare coloro che, assieme a me, sono stati i fondatori dell’Associazione Calciatori: Giacomo Bulgarelli (recentemente scomparso), Gianni Rivera, Sandro Mazzola, Giancarlo De Sisti, Giacomo Losi, Carlo Mupo, Ernesto Castano, Gianni Corelli, Giorgio Sereni, Eugenio Rizzolini.
A loro, i pionieri di un’avventura meravigliosa, i calciatori di ieri, di oggi, di domani, devono tutta la loro gratitudine e riconoscenza. E la devono anche a tutti i consiglieri che si sono avvicendati nel direttivo dell’A.I.C., ai segretari, ai collaboratori, a quanti hanno prestato la loro opera in seno all’A.I.C..
Da parte mia, ringrazio le massime autorità sportive (i Presidenti del CONI, diverse volte intervenuti a risolvere i problemi del calcio) e i rappresentanti di tutte le componenti calcistiche che in questi anni ho avuto la fortuna di conoscere e con i quali c’è sempre stato un rapporto corretto e costruttivo: i Presidenti e i dirigenti della Federazione, delle Leghe, delle Società del Settore Tecnico, del Settore Giovanile e Scolastico, dell’Associazione Italiana Arbitri, dell’Associazione Allenatori, dell’Associazione Direttori Sportivi, dell’Associazione Agenti, dell’Associazione Medici del Calcio, dell’Associazione Preparatori Atletici, del Fondo di Fine Carriera, del Fondo di Garanzia. Tutte persone con cui ho vissuto esperienze di grande valore.
Un particolare ringraziamento va ai giornalisti della carta stampata, della radio e della televisione che in tutti questi anni hanno dedicato la loro attenzione a me personalmente e all’Associazione Calciatori. Sono molto grato a loro per gli apprezzamenti che spesso hanno espresso nei miei confronti e per le critiche che talvolta mi hanno riservato e che mi hanno aiutato a rettificare qualche mia posizione e a sbagliare di meno.
Naturalmente continuerò a stare vicino, come ad un’amata creatura, all’Associazione Calciatori e seguirò con immutata passione il calcio, che ha costituito e costituisce una parte importante della mia vita.
Un abbraccio affettuoso e i più sinceri auguri di buon lavoro al nuovo presidente dell’A.I.C..“




















Lascia il tuo commento...